Schiacciata fiorentina
Dolci

La ricetta della schiacciata alla fiorentina

 

La schiacciata alla fiorentina è un dolce tipico toscano che si fa in particolare nel periodo di Carnevale. Gli ingredienti di base sono la farina e le uova.

Questa che vedremo è una specie di "versione semplificata" in cui non c'è lievitazione se non quella in forno. Nella ricetta originale, l'impasto deve lievitare in frigo tutta la notte.

Categoria Dolci
Cucina Fiorentina
Tempo di preparazione 10 minuti
Tempo di cottura 25 minuti
Tempo totale 50 minuti
Portate 12 persone
Calorie 250 kcal

Ingredienti

Ingredienti per una teglia 24x17

  • 100 grammi di zucchero bianco o integrale
  • 2 uova intere
  • 50 centilitri di latte UHT intero
  • 20 centilitri di olio di semi di arachide
  • 1 arancia edibile. Da cui prendere succo e scorza senza bianco
  • 180 grammi di farina 0 (debole)
  • mezza bustina di lievito vanigliato
  • 25 grammi di burro per ungere la teglia all'interno
  • q.b. zucchero a velo
  • q.b. spezie. Io ci ho messo zafferano, un pizzico di pepe, paprika e cannella. Ma fate voi.

Istruzioni

  1. Prima di cominciare una precisazione. Le dosi sono per fare un solo strato di pasta. In genere però gli strati sono alti il doppio. Si dividono a metà e si riempiono della crema che volete. Per ottenerli ovviamente le dosi vanno raddoppiate.

  2. Stampate il giglio fiorentino su un foglio e ritagliate la parte centrale.

  3. Grattugiate la scorza di un'arancia non trattata, poi apritela e spremetene il succo.

    Scorza d'arancia grattugiata
  4. Rompete le 2 uova in una ciotola.

    Uova
  5. Setacciate la farina. Prima di setacciarla io la faccio pure tostare: 10 minuti a 180 gradi per fargli assumere un sapore nocciolato.

    Farina tostata
  6. Iniziate a pre-riscaldare il forno.

Prepariamo la schiacciata fiorentina

  1. Versate dentro lo zucchero e montare il tutto con l'impastatrice o con le fruste elettriche fino a farlo diventare un composto spumoso.

    Poi il latte e l'olio, entrambi a filo, continuando a mescolare. Usate l'olio di semi di arachide perché di quello evo si sente il retrogusto d'oliva e qui non mi pare il caso.

    Aggiungere il succo e la scorza grattugiata dell'arancia.

    Mettete un cucchiaio alla volta la farina setacciata, incorporandola poco per volta. Poi aggiungete la mezza bustina di lievito vanigliato. Infine aggiungete le spezie.

  2. La teglia dove fare la schiacciata deve essere assolutamente rettangolare. Potete cambiare forse qualche ingrediente ma la forma deve essere questa. Nel nostro caso gli ingredienti sono per una forma 24x17.

    Ricoprite la teglia con due fogli di carta forno. Versate l'impasto della schiacciata nella teglia. Per eliminare le bolle date qualche colpo sotto la teglia o sbattetela su un ripiano. Qualcuna resterà ma non sarà un problema.

    Impasto della schiacciata
  3. Mettete la teglia nel forno che avete pre-riscaldato a 180 gradi per 30 minuti. L'impasto si gonfierà del doppio circa.

  4. Fatela raffreddare un minimo. Poi rovesciatela su un ripiano e togliete la carta forno. Infine rifilate i bordi imperfetti e dategli una forma rettangolare.

    Impasto cotto della schiacciata
  5. Mettete sopra una spolverata di zucchero a velo. Poi appoggiate il foglio di carta dove avete ritagliato lo zucchero a velo e passate la polvere di cacao amaro sul ritaglio. Oppure fate l'inverso. Sfondo di cacao e zucchero a velo nel ritaglio.

    Schiacciata fiorentina

Note

Storia della schiacciata alla fiorentina

Origine del nome

Schiacciata (o stiacciata in dialetto fiorentino) deriva da schiacciare (ossia sbattere) le uova. Prima di essere chiamata "schiacciata fiorentina" era chiamata "schiacciata unta" come diceva Pellegrino Artusi. Ed ancora prima era chiamata "schiacciata delle murate" perché era fatta dalle monache che lì si trovavano. Poi, quando il convento si trasformò in carcere la schiacciata rappresentava l'ultimo pasto dei condannati a morte che andavano a morire alla Torre della Zecca.

Ricetta di Pellegrino Artusi

La chiameremo stiacciata unta per distinguerla dalla precedente. Se quella ha il merito di riuscire più grata al gusto, questa ha l'altro di una più facile esecuzione.

La dose di questa stiacciata e la ricetta della torta mantovana mi furono favorite da quel brav'uomo, già rammentato, che fu Antonio Mattei di Prato; e dico bravo, perch'egli aveva il genio dell'arte sua ed era uomo onesto e molto industrioso; ma questo mio caro amico, che mi rammentava sempre il Cisti fornaio di messer Giovanni Boccaccio, morì l'anno 1885, lasciandomi addoloratissimo. Non sempre sono necessarie le lettere e le scienze per guadagnarsi la pubblica stima; anche un'arte assai umile, accompagnata da un cuor gentile ed esercitata con perizia e decoro, ci può far degni del rispetto e dell'amore del nostro simile.

Sotto rozze maniere e tratti umili

Stanno spesso i bei cuori e i sensi puri;

Degli uomini temiam troppo gentili,

Quai marmi son: lucidi, lisci e duri.

Ma veniamo all'ergo:

Pasta lievita da pane, grammi 700.

Lardo, grammi 120.

Zucchero, grammi 100.

Siccioli, grammi 60.

Rossi d'uovo, n. 4.

Un pizzico di sale.

Odore della scorza d'arancio o di limone.

Si lavori moderatamente perché potrebbe perder la forza. Fatta la sera e lasciata in luogo tiepido si lievita da sé; fatta la mattina avrà bisogno di tre ore di caldana in terra.

Se la volete senza siccioli aggiungete altri due rossi d'uovo ed altri grammi 30 di lardo.

Metà di questa dose basta per cinque o sei persone.

P.s: i siccioli possono essere sostituiti molto efficacemente dallo strutto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Rating