Gnocchi alla romana

Gnocchetti alla romana

 

Gnocchetti alla romana al forno
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Gli gnocchetti o gnocchi alla romana, sono un piatto della tradizione romana povera e contadina un poco atipico perché sono presenti due ingredienti molto presenti nel Nord Italia ma insoliti per la cucina romana: il burro ed il parmigiano.

Course Main Course
Cuisine Romana
Cook Time 18 minuti
Total Time 38 minuti
Servings 2 persone
Calories 520 kcal

Ingredients

  • 200 grammi semolino
  • 800 centilitri di latte intero
  • 100 grammi di burro in panetti da 25 grammi
  • 80 grammi di parmigiano
  • 40 grammi di pecorino romano non troppo fresco
  • q.b. pangrattato
  • q.b. noce moscata
  • q.b. sale

Instructions

  1. Procuratevi una frusta con cui dovrete mescolare il semolino, una cucchiara per mescolarlo quando sarà più solido, un foglio di cartaforno ed un paio di guanti da cucina che vi serviranno per maneggiarlo quando sarà bollente.

Come cucinare gli gnocchi alla romana

  1. Mettete una pentola sul fuoco e versate il latte.

  2. Aggiungete due di quei panetti da 25 grammi che potete trovare al supermarket, avendo però l'accortezza di toglierne un pezzetto che vi servirà poi. Insieme alla noce moscata ed al sale.

    Burro in panetti
  3. Quando vedete che inizia a bollire, abbassate il fuoco ed iniziate a versare il semolino a pioggia. Continuate a mescolarlo finché la sua consistenza non sarà aumentata e la frusta si muoverà a fatica.

  4. Poco prima di spegnere il fuoco, inserite i due tuorli d'uovo ed il parmigiano. Le fruste potrebbero spaccarsi perché l'impasto è molto resistente. Per mescolare usate invece la cucchiara.

    Tuorli di uovo
  5. Ora che è pronta stendete un foglio di carta forno su una tavola il semolino su una spianatoia, metteteci sopra il semolino. Ora ricavate un cilindro regolare avvolgendo la carta intorno e mettetelo a raffreddare in frigorifero per 20 minuti. Poi, con un coltello, ricavate dei dischi di dimensioni regolari.

    In alternativa potete stendere il semolino sulla spianatoia e ricavare i dischi aiutandovi con un coppapasta. Ovviamente i dischi ottenuti in questo modo saranno più grandi.

  6. Aggiungete sopra a pioggia il pecorino romano e poi il pangrattato con il pangrattato oppure con delle freselle o del pane biscottato che avete opportunamente sbriciolato.

  7. Fate squagliare altri 2 di quei panetti da 25 grammi in un pentolino.

  8. Disponete i dischi su una teglia ed infine spolverate sopra con il pangrattato ed il pecorino romano.

    Gnocchetti alla romana nella teglia
  9. Poi versateci sopra il burro fuso.

  10. Ora tutto in forno per 10 minuti in forno preriscaldato a 200 gradi. E poi a 240 gradi per 3 minuti per far formare la crosta esterna.

  11. Aggiungete la noce moscata sopra gli gnocchi. Come tutte le spezie se aggiunta dopo conserva meglio il sapore. Infine la salvia a decorare.

  12. Mettete gli gnocchi a raffreddare gli gnocchi prima di portarli in tavola.

    Gnocchi alla romana
  13. Avvertenze

    Quando fate questo piatto, peraltro buonissimo, lavate subito le pentole finché potete. Il semolino si incrosta come lo zucchero, anzi peggio. Dopo scrostarlo sarà molto più difficile.

Recipe Notes

Varianti degli gnocchi alla romana

Gli gnocchetti di semolino alla romana sono una pietanza morbida, quindi ci vanno bene gli ingredienti croccanti. Come le patate al forno o fritte per esempio. Come frutta secca gli anacardi e le noci. Io non ci vedrei male nemmeno il guanciale croccante che si usa per la carbonara.

Come varianti morbide la più conosciuta sono gli gnocchi alla romana pasticciati che prevedono l'uso del radicchio, di besciamella o di formaggi filanti come il gorgonzola.

Come spezie va bene il rosmarino, la salvia sbriciolata, che sono leggermente croccanti. Comunque ci mettono anche il pepe, il peperoncino e la curcuma.

Storia degli gnocchi alla romana

Le origini di questo piatto sono misteriose e non dovrebbero essere romane per due ingredienti che nella cucina tipica compaiono poco: il burro, che è più presente nelle ricette del Nord Italia; ed il parmigiano che, come dico nell'articolo della carbonara, se volete mangiarlo, dovete andare a parma.
Tuttavia ci pensa Pellegrino Artusi a diffondere la ricetta come Romana.

Nella sua ricetta n° 231 tratta da: "La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene" si legge

«Questi gnocchi, che io ho modificato e dosati nella seguente maniera, spero vi piaceranno come sono piaciuti a quelli cui li ho imbanditi. Se ciò avviene fate un brindisi alla mia salute se sarò vivo, o mandatemi un requiescat se sarò andato a rincalzare i cavoli. Farina, grammi 150. Burro, grammi 50. Cacio gruiera, grammi 40. Parmigiano, grammi 20. Latte, mezzo litro. Uova, n. 2. Si dice che a tavola non si dovrebbe essere in meno del numero delle Grazie, né in più del numero delle Muse. Se vi aggirate intorno al numero delle Muse, raddoppiate la dose. Intridete la farina colle uova e col latte versato a poco per volta entro una cazzeruola, aggiungete il cacio gruiera a pezzettini e mettete l'intriso al fuoco mescolando continuamente. Quando sarà assodato per la cottura della farina, salatelo e aggiungete la metà del detto burro. Lasciate che il composto diacci e poi, nella stessa guisa degli gnocchi di farina gialla, mettetelo a tocchetti in un vassoio che regga al fuoco e conditeli via via col resto del burro a pezzetti e col parmigiano suddetto grattato; ma non alla superficie, perché il parmigiano col fuoco sopra prende l'amaro. Rosolateli sotto a un coperchio di ferro o nel forno da campagna e serviteli caldi.»

Come pure Ada Boni, nel suo libro di Cucina Romana, scrive che:

”gli gnocchi di latte alla romana erano, ai tempi, il piatto di prammatica che i buoni romani solevano accompagnare ad ogni riunione che avesse lo scopo di festeggiare qualche cosa e specialmente trovavano il loro trionfo in rinfreschi per battesimo o in cene carnevalesche”.

Ridi, ridi, che mamma ha fatto i gnocchi

Questo detto popolare a matrice ironica di cui non si conoscono le origini; è legato alla reazione che si ha per contrastare un'ilarità immotivata. L'articolo "i" invece di "gli" è un'inflessione dovuta al dialetto romanesco. Al detto è chiaramente associata un abbassamento della stima di colui che dice la frase nei confronti del proprio interlocutore.

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